E adesso puoi togliermi i piedi dal collo.

Il cielo di Messina stamattina prometteva pioggia, mentre un vento gelido accompagnava il raduno di quasi un migliaio di persone davanti al Rettorato occupato per protesta. La promessa è stata mantenuta in parte, ma il freddo è rimasto.

Non so come fosse il cielo di Roma stamattina presto: dicono che non ci fosse comunque una bella aria da quelle parti. C’era il timore che qualcosa si muovesse nella direzione che la gran parte degli studenti universitari (ma non solo) si auspica tuttora; una speranza che oggi è sfumata -se si guardano solo i dati oggettivi-, ma che DEVE servire come base per costruire il nuovo futuro.

Roma ruggiva, con i suoi 100.000 studenti arrivati da ogni dove; Messina sbadigliava, con i suoi 900 studenti circa (con un piccolo contributo simbolico di alcuni rappresentanti delle scuole superiori). Come dati non c’è storia, ma chi conosce Messina capisce tante cose.

Capisce che questa città ha sbadigliato, appunto. Ma uno sbadiglio non è sempre un dato negativo: Messina è una città dormiente, e il corteo spontaneo di oggi lancia segnali di speranza per il futuro. Ho parlato negli ultimi giorni con dei rappresentanti delle scuole, e stamattina con un paio di ragazzi del movimento universitario (vedrete i servizi nella prossima edizione del notiziario, presumibilmente la prossima settimana); ho parlato con gente che ha un sogno fondamentale, cioè quello di una società basata su chi la abita. Ho visto con i miei occhi un seme che sta germogliando, un seme piantato due anni fa nelle partecipatissime manifestazioni che avevano svegliato Messina, poi tornata a sonnecchiare silenziosamente appena spenta l’onda mediatica dell’Onda studentesca. Ora, forse, qualcosa si sta muovendo.

SE NON DEL TUTTO GIUSTO, QUASI NIENTE SBAGLIATO

Dicevamo prima: a Roma faceva caldo. Caldo perché tutti fremevano, centomila-ragazzi-centomila per le strade, una zona rossa enorme violata con metodi non particolarmente ortodossi (a proposito, avete visto la meraviglia dei Black bloc à la Cossiga?), cassonetti dati alle fiamme, addirittura macchine ferme avvolti dal fuoco delle proteste e non solo. Unanime tutto il parlamento si schiera contro la violenza, proprio mentre in aula si danno a cuor leggero del “coglionazzo”, mentre i “traditori” non ottengono ciò che volevano, cioè far fuori Berlusconi (evitando così, per fortuna, le tragiche conseguenze), mentre in questi minuti a Ballarò gli “onorevoli” Bocchino e Bondi si dilettano lanciandosi frecciate più o meno divertenti (che tutto fanno tranne che stemperare i toni, come vorrebbero ai piani alti). Proprio qualche giorno dopo il sincero appello di Fede. Sì, la violenza è sbagliata, e la condanna dev’essere unanime anche per chi comanda senza remore di alcun tipo, incanalando il paese verso una sorta di dittatura che non lascia spazio ad alternative. La violenza non è mai giusta, ma in alcuni momenti, alcuni gesti simbolici sono giustificabili, se ben intersecati nel giusto contesto sociale.

Fiducia ottenuta, 314 a 311. Il mercato delle vacche non conosce crisi, perché “con abbastanza soldi e determinazione puoi trovare chiunque”, come diceva Penelope Widmore in Lost, titolo che quantomai calza a pennello con la dignità di chi per un mutuo o per qualche strano rapporto del grande capo con l’azienda di famiglia.

Ed eccolo, il re che è nudo. Berlusconi, la Gelmini, il paese alla deriva culturale, gli altri stati che -vi assicuro- si sono fatti strane idee anche su un fatto così normale come la compravendita dei deputati (a proposito, la procura ha anche osato intromettersi!), mentre Assange ci fa sapere come sappiamo tutto ma non sappiamo niente, e noi non possiamo sapere come si usa interlocuire ad alti livelli, perché è irresponsabile che i cittadini sappiano. Non si deve sapere nulla, perché col sapere non si mangia.

Stamattina il corteo messinese è arrivato fino alla zona falcata, la culla della nostra città -dove parecchi manifestanti non erano mai stati- ora mal sfruttata dopo essere stata stuprata per pochi denari; chi difende in toto il ddl Gelmini (già, chi?) lo fa perlopiù per interessi o perché non è a conoscenza del contenuto; chi difende la propria poltrona in Parlamento facendo avanti e indietro da uno schieramento all’altro non conosce la dignità; chi attacca Assange non vuol che si sappia nulla di più delle informazioni filtrate quasi ad hoc dai piani alti. È vero: con la cultura non si mangia. Loro mangiano con la nostra ignoranza.

Parlando della nostra città, almeno finché sbadiglieremo solo in mille non cambierà niente. Bisogna cambiare, bisogna fare qualcosa, bisogna informarsi, parlare, muoversi. Svegliarsi dal torpore. Stancarsi che loro decidano per noi.

La mattina, anche se fa freddo, dopo uno sbadiglio solitamente ci si alza dal letto.

 

NOTIZIARIO LGP – QUARTA EDIZIONE!

Ecco a voi la quarta edizione del nostro notiziario.
In scaletta questa volta il caso San Fratello, la Notte contro le mafie di Barcellona, le vostre segnalazioni e il consueto appuntamento con San Amianto del Mela.

Buona visione!

Figli di un dio Leghista

Giorno 31 ottobre i concittadini veneti si sono ritrovati come noi Messinesi a piangere per la devastazione di un alluvione. I 37 morti di Messina e Scaletta e i 3 morti del Veneto erano cittadini di uno Stato per cui erano stati chiamati a a pagare le tasse, a servire in armi. Erano uguali e sono uguali nella morte, in un Paese serio. Ma per questo governo c’è chi è morto perché se l’è cercata o perché rappresentato da amministrazioni carenti.

Subito dopo il 1 ottobre del 2009 si fece strada una parola per cercare la causa di un disastro che ha distrutto irrimediabilmente Via Puntale a Giampilieri, Scaletta, Molino, Altolia, Briga. ABUSIVISMO.

Si ricordano ancora alcune frasi infamanti di Bertolaso su Giampilieri, soprattutto il gentile e carino, umanissimo abbraccio del tipo del Salaria Center poco prima delle commemorazioni del primo anniversario della tragedia: “Hanno ricevuto una bella mazzata e questo è servito. Meglio tardi che mai”.

La risposta dello Stato, quell’entità per cui ci apprestiamo a celebrare i 150 anni di vita, è tutta nei 60 milioni ricevuti a ottobre 2009. A questo però bisogna aggiungere che erano fondi finalizzati all’emergenza che, una volta terminata, ha reso impossibile spendere questi fondi per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio. Tali fondi sono stati sbloccati ad agosto 2010 mentre la popolazione colpita si interroga sul proprio futuro e prega ogni qualvolta cade la minima precipitazione.

Invece che succede nel Veneto? CASUALITÀ’! Si tratta solo di Casualità, visto che deviare il Fiume Bacchiglione senza osservare i minimi criteri idreogeologici è una casualità.il Turia a Valencia è stato deviato ma non è successo nulla perché è stato deviato rispettando standard moderni. Ma invece che prendersela contro gli inetti che hanno causato questa catastrofe, Berlusconi si premura ad offrire in tempi brevi 300 milioni di euro per la ricostruzione e l’emergenza.

Zaia, il leghista governatore della regione Veneto, su “Repubblica” lancia “un grido di aiuto che non è rivolto solo al governo, a cui chiediamo un miliardo di euro, ma a tutti i cittadini volenterosi che magari ricordano un qualche aiuto avuto dal Veneto in tutti questi anni”; “a una cifra che si aggira attorno al mezzo miliardo di euro, forse anche un miliardo. Solo per tappare i buchi, non certo per opere strategiche” dice Zaia, che protesta anche per quella che definisce una “sottovalutazione a livello nazionale” del maltempo, sostenendo che “nelle prime giornate obbiettivamente siamo stati trascurati, ora abbiamo bisogno di risorse, di ricostruire gli argini dei nostri fiumi. Non abbiamo la politica del fazzolettino sempre pronto per il finto pianto, ma questa volta non abbiamo neanche le lacrime e la situazione è veramente grave”.

Ora tocca a voi, ma il Sud è sempre stato fiero e orgoglioso della propria umanità. Quell’umanità che nè un leghista nè un Bertoladro nè un Berlusconi potranno mai avere. Avremo sicuramente la “politica del fazzoletto sempre pronto per il finto pianto” ma sappiamo chiamare tragedia la stessa cosa a qualsiasi latitudine.

Grave minaccia ai danni del Segretario Cittadino dell’Italia dei Valori

Cari Lettori,

Oggi è stata resa nota una vicenda che fa tremare i polsi. Il segretario cittadino dell’Italia dei Valori, Salvatore Mammola è stato minacciato per mezzo di una missiva recapitata presso l’agenzia di viaggi di sua proprietà. Il contenuto della lettera conteneva insulti alla sua persona, a Leoluca Orlando e ad Antonio Di Pietro. Ma sopratutto minacce alla sua persona e alla sua famiglia, con descrizioni accurate circa i suoi spostamenti e la propria attività politica.Mammola ha sporto denuncia alla Digos.

Non si tratta della prima volta, infatti anche in passato aveva ricevuto due lettere con toni simili.

Esprimo la mia solidarietà al politico e all’uomo e auspico che la cittadinanza si interroghi seriamente su questi episodi così tremendi.

fonte: Blog di Enrico Di Giacomo

Lucciole per…..lanterne

“noi siam come le lucciole, brilliamo nelle tenebre…schiave d’un mondo brutal, noi siamo i fiori del mal” ricordate? Forse no, è una canzone del 1927.. ah.. la storia, cosa c’insegna!
E noi cosa siamo? Le falene, si, attirate dal loro bagliore..! Ruby, Patrizia, Elisa, Nadia… tirate a caso un nome.. ci sarà, poco ma sicuro!
Il mostro premier, tra un bunga bunga e un finto matrimonio, non ha proprio il tempo di occuparsi dei guai del paese (però ha tutto il tempo di crearne di nuovi!). Ma ve l’immaginate? Che pena, un vecchio bavoso attaccato alle chiappe di piccole ninfette..

Bè comunque, nel mentre cosa succede? Facciamo un piccolo riassunto di questi tristi tempi moderni:
-non è certamente da sottovalutare il fatto principale, quello che sembra tanto “ancooora goooossip nooooo” e invece nasconde proprio il marcio di chi ci rappresenta: un premier da festini e puttane. Vi sentite rappresentati da quest’individuo? Se la risposta è “si” bè.. siete messi male amici miei.. nel caso avrei una richiesta: datemi i vostri nomi che vi starò alla larga!

-il delFini è pronto all’arrembaggio, quasi che lo spirito di Almirante dall’oltretomba l’avesse bacchettato, il presidente della Camera ha improvvisamente tolto le fettone di prosciutto dagli occhi e ha visto l’orrore.. Dobbiamo credere nella sua folgorazione sulla via di Damasco? o è l’ennesimo abbaglio?
-il presidente del SEL, Nichi Vendola, dichiara di essere un cattolico praticante (mi chiedo cosa pratichi del cattolicesimo, l’astinenza? l’eterosessualità?).. avrò capito male io, o avrà capito male lui.. non ci sono altre soluzioni, certo che leggere sul sito del SEL “tutti a messa con Nichi” dà da pensare.. che viviamo in un mondo di matti. Ci sarebbe da chiedere a Ratzi cosa ne pensa.

-l’Italia frana sotto il peso dei nubifragi.. e il governo (nella figura di Paperon de’ Tremontoni) toglie un miliardo di euro alla Prestigiacomo (tutta colpa del governo precedente, vero Stefy?)

-Le morti sul lavoro son passate da bianco pallido a trasparente spinto.. niente funerali di stato per quei piccoli defunti che non contano certo quanto un soldato col fucile.

-I Precari sono ancora arrampicati sulle gru e sui tetti dei palazzi a diventar ghiaccioli.. ve li ricordate? Esistono ancora.. e lottano ancora, mentre i capi lassù tengono ben caldo il culo sulle poltrone del potere e litigano per le molteplici case e le innumerevoli amanti.

Lascio uno spazio perchè questa è grossa.

Il sicilianissimo Lombardo, presidente della nostra regione, è stato beccato dalla Dda.. indagato per CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA! Ah! Bazzecole nel nostro paese dei cannoli-per-festeggiare-le-condanne, delle assoluzioni cadute dall’alto del monte Minzolini e dei Mangano-eroi (che fa proprio schifo anche da scrivere).

In sostanza, brava e onesta gente, c’è da stare in guardia, da aprire gli occhi, da spalancare le orecchie e soprattutto c’è da fare, da costruire, da lasciare un mondo migliore alle generazioni future e a quelle attuali.

Riprendiamoci ciò che ci spetta di diritto: la libertà di sapere.

Intervista a Ciccio Rizzo

Dalla lettera di David, che aveva come oggetto i perché per cui la rete No Ponte non accetta più la presenza di esponenti della Destra, è passato circa un mese. Un mese in cui molti di voi hanno capito i motivi per cui LGP abbia dato un determinato “taglio” ai propri servizi in materia di “No Ponte”.

Ci siamo schierati dalla parte di chi sostiene un No che ha al proprio interno tanti si, per parafrasare Renato Accorinti. Un No che però, a nostro avviso, è rappresentato in maniera troppo ideologica e poco rappresentativa.

Sapendo che esistevano realtà di destra che si dichiaravano in antitesi con la politica del proprio governo, e che in data 9 dicembre 2009 Francesco “Ciccio” Rizzo esternò pubblicamente, non potevamo come redazione ed io in prima persona non capire e cercare di collegare i fatti per raccontarveli in maniera non ideologica e faziosa.

Una delle prime “pezze di appoggio” fu l’aggressione di Ciccio Rizzo, fondatore del circolo di destra Quo Usque Tandem. Sapere che un consigliere comunale di AN (siamo nel 2006) vada a manifestare il dissenso verso un opera che la sua coalizione definisce strategica, mi ha semplicemente incuriosito. E che si lamenti di una sua esclusione, 4 anni dopo, mi sorprende ancora di più dato che molti stanno compiendo salti di barricata, compresi alcuni personaggi del Centrosinistra come Franco Provvidenti ed Antonio Saitta

Abbiamo parallelamente osservato come dal 2006 la rete No Ponte abbia mostrato un’univocità politica che prima era sì presente, ma non al punto da escludere qualcuno dal corteo.

Alla visione della prima edizione del nostro notiziario, cominciano gli appunti: alcuni costruiti sul nulla o, peggio ancora, sull’ideologia; altri invece sono stati illuminanti. Come ad esempio, un articolo apparso su imgpress.com dove Ferdinando Croce di “Quo Usque Tandem” affermava che la stagione del No al Ponte era alle spalle e che il fenomeno andava “governato” per ridurre ove possibile l’impatto ambientale.

Messa così, il circolo Quo Usque Tandem attirava a sé legittime accuse di incoerenza. Ho preferito perciò intervistare Francesco “Ciccio” Rizzo per capire come stavano le cose. Come avrete modo di sentire dal video soprastante, la posizione di Rizzo è in contrapposizione con quella di Croce.

Invito perciò il circolo “Quo Usque Tandem” a fare chiarezza. Se la posizione è quella di Rizzo è legittimo lamentarsi circa l’esclusione dai cortei. Se invece la posizione è quella espressa da Croce, le critiche risulterebbero fondate.

Scrivere di un nubifragio non è facile!

Scrivere di un nubifragio non è facile!

Si, c’entra la natura, ma solo lei? Io non so se c’è stata incuria, e dentro di me mi auguro di no e non m’interessa!

è vero che è piovuto tanto, posso garantirlo, ero per strada verso casa con la macchina ed ho incontrato un fiume al posto della mia strada, impressionante.

Mi chiedo se è solo la pioggia a far franare le montagne e straripare i fiumi, o anche l’uomo nel tempo ha contribuito?

credo di si, se tagli gli alberi il terreno cede (ricordi di scuola, quando facevo l’ora di scienze).

Oggi vedevo le immagini in tv, e mi è preso uno strano senso di piccolezza nei confronti della natura, l’ho vista come un gigante che riesce, quando vuole, a riprendersi ciò che gli abbiamo tolto, e mi chiedo sempre nella mia ignoranza in geologia ed ecologia, è solo “colpa” sua? Non credo, anche noi esseri umani contribuiamo,  ma con questo non voglio dire che non si debba costruire, anzi forse dovremmo costruire di più, ma in maniera più accorta e che si rispetti la natura ancora di più.

Non voglio mettere la discussione in polemica politica, non è questo che m’interessa dire, perché su questo argomento non m’interessa fare polemica di nessun tipo, e non servirebbe a nessuno, tanto quello che è successo è successo; dico solo che si può fare sempre di più, e cercare fin dov’è possibile di evitare che queste cose accadano, e invito tutti, me compreso a rispettare e tutelare la natura, perché assurdamente la parola Natura comprende anche noi essere umani e quindi per logica, tutelare la natura è tutelare noi stessi!

Queste immagini le ho scattate dalla terrazza di casa mia, è la frana scesa sulla strada per Calvaruso, Villafranca Tirrena.

 

TERZA EDIZIONE DEL NOTIZIARIO DI LGP

Ecco a voi la terza edizione del nostro consueto notiziario.

http://player.vimeo.com/video/16343656

Terza edizione notiziario LGP from LGP MESSINA on Vimeo.

Per i vostri commenti, suggerimenti e critiche la mail redazionelgp@gmail.com è disponibile

Buona Visione

Ex No Pontisti persi sulla via dell’Eurolink

Tante parole sono state spese su questo blog per far passare un messaggio politico chiaro: no al ponte.

Tante sono state le critiche ricevute per la mia teoria secondo la quale no ponte = sinistra è una cazzata.

Ebbene guardate questo articolo apparso su normanno.com a firma di Tiziana Caruso: http://www.normanno.com/articolo.php?id=AS2010-10-26-3010

“Nella serata di ieri, il Rotary club Peloro e dal Rotary club Stretto di Messina hanno organizzato un convegno per illustrare ai soci e alla cittadinanza messinese il progetto del Ponte. Moderatori dell’incontro, Enzo Giannetto e Franco Providenti, rispettivamente presidenti dei due club.

Special guest Pier Paolo Marcheselli, ingegnere laureato al Politecnico, progettista di opere in Canada, oltre che a Firenze e a Milano, dove si è occupato di due lotti della metropolitana.

Il convegno ha preso il via con la proiezione di un video che ha raccontato la costruzione di due ponti che collegano Svezia e Danimarca: Oresund e Storebaelt. Due opere epocali che hanno cambiato il volto dei territori in cui sono state, con fatica e non pochi problemi, costruite.

Si è passato poi ad illustrare il progetto del Ponte sullo Stretto, attraverso diapositive, il project manager Marcheselli ha descritto la natura del consorzio Eurolink e le imprese che lo partecipano. Si tratta di: Impregilo (capogruppo col 45%), Sacyr (Spagna 18,70%), Cooperativa Muratori e Cementisti (13%), Ishikawajima Harima Heavy Industries (Giappone 6,30), Società Italiana Condotte Spa (13%) e Consorzio stabile Aci (4%).

Ha poi continuato con i dati tecnici del Ponte spiegando che probabilmente costerà “qualcosa in più rispetto ai 6,2 miliardi di euro previsti”, data l’enorme richiesta di opere compensative (opere che servono a coniugare, evitando rischi ambientali, la struttura con territorio e l’habitat naturale esistente, ha illustrato i tempi di costruzione che si aggirano intorno ai 75 mesi e ha garantito che delle 3500 unità di lavoro che si impiegheranno solo il 15% sarà manodopera esterna, affermando inoltre che l’opera rappresenta “una piccola parte della Berlino Palermo” quindi un’opera non di interesse esclusivamente locale, ma europeo.

Alla fine dell’intervento di Marcheselli, i soci dei Rotary club di Messina, assieme ai membri reggini, invitati per l’occasione, hanno animato il dibattito con interventi in gran parte di chiara la natura pro-ponte, sebbene non si respirasse un totale e incondizionato assenso nei confronti dell’opera.

Molti erano i dubbi su un progetto, per cui secondo i soci non è stata fatta un’adeguata campagna di simpatia. Marcheselli ha infine risposto alle domande dei presenti, riferendosi soprattutto all’aspetto tecnico, il projetc manager ha sostenuto che “tutte le precauzioni relative al rischio sismico e idrogeologico a cui è sottoposto il territorio sono state ampiamente considerate, pertanto non esistono motivi, almeno per quanto concerne l’ambito tecnico, per non costruire l’opera”.

Ha poi aggiunto che “è una leggenda metropolitana il fatto che le coste di Sicilia e Calabria, facendo parte di due placche continentali diverse, si distanzino di un 1 cm all’anno, pertanto questo non comporta alcun problema con il grado di massima elasticità della struttura, che, come tutte le grandi infrastrutture avrà una durata massima di 100 anni”.

Cari lettori notate qualcosa di strano?

Quel Franco Provvidenti Presidente del Rotary Club dello Stretto, non è un omonimo dell’ex sindaco di centro-sinistra in carica nei primi anni ’90. E’ proprio lui. Un politico che ha ottenuto le proprie fortune politiche schierandosi contro il Ponte come modello di sviluppo. Quello stesso Provvidenti che durante il mandato della giunta Genovese fu anche Direttore dell’ATM.

Come si fa a prendere in giro così gli elettori, vi chiederete. Semplice.

In ballo ci sono tonnellate di milioni di euro che stanno per essere stanziate per le cosiddette opere compensative e perciò sono lì ad aspettare il momento giusto per salire sul carro del Eurolink.

C’è da fare anche un altro nome: Antonio Saitta. Il professore universitario Antonio Saitta è stato candidato a Sindaco per il centro – sinistra e aveva contribuito alla vittoria di Genovese nel 2005. Molti ricorderanno la forza con cui il Professore respingeva l’idea del Ponte sullo Stretto. Anche Saitta è un rotariano, ma non un rotariano qualunque. E’ uno dei consiglieri del Rotary Club di Messina (andate a verificare di persona www.rotaryclubmessina.org/displayGrid.asp?ANNOROT=2010&GRID=CONS).

Come possono spiegarlo alle prossime amministrative e/o politiche?

Tirando le somme, se volete che questo ponte non si faccia non aspettate che i partiti o i politici facciano qualcosa per voi. Anzi, allontaniamoli. Non ci servono.

E se c’è qualcuno che si pone ancora il problema della destra ai cortei, ditegli che cosa ci faceva con certa gente non più tardi di due anni fa.

IL SITO DI TELEJATO E’ VISITABILE!

Ringraziamo tutti per i contatti ricevuti in questi due giorni riguardo ai post sulla “Notti ill’Antimafia” e la nostra iniziativa contro il blocco del sito di TeleJato.

GIUSTO PER DIRVI CHE IL SITO ORA E’ PIENAMENTE USUFRUIBILE

VIVA PINO MANIACI E LA SICILIA LIBERA

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